Un’altra (inutile) riflessione

Ennesimo post-riflessione probabilmente inutile.

Mi sto rendendo sempre più conto di quanto apprezzo i blog o le pagine in cui la gente parla un po’ di più della sua vita, delle varie difficoltà e non solo gli eventi positivi.
È facile, trattando di tematiche pagane, finire con l’omettere le cose o evidenziare solo alcune.
Per intenderci, se un giorno mi sveglio e tutto quello che ho da fare è uscire a pagare le bollette o una qualsiasi commissione, ma nel mentre taglio nel parco e mi fermo a fare una passeggiata o sosta andrà a finire che nel mio blog, pagina facebook ecc scriverò di quanto è bello alzarsi e andare a meditare all’aria aperta (ma è più probabile una foto su instagram).
Stop, basta, come se nella vita non facessi altro che uscire per scopi spirituali.
E questo ovviamente non ha senso! Anche perché mi rendo conto che la cosa bella non è il gesto in se, ma magari il riuscire a ritagliarsi spazio tra gli impegni ‘fisici’.
La cosa molto probabilmente vale anche unicamente nel campo spirituale.
È facile dire ‘ho fatto un lunghissimo viaggio sciamanico in cui ho parlato con il mio animale che mi ha spiegato lo scopo della mia vita’, ma sicuramente dietro questo ci stanno decine di tentativi finiti senza aver sentito nulla, o magari che sono falliti prima di iniziare.

Ci tengo a sottolineare che prima di tutto sono una persona normale, non vivo solo di festività, rituali, meditazioni.
Non vivo la mia vita facendo una serie di successi e scoperte, ma tendo a selezionare solo quelle più positive per raccontare le mie esperienze.
Ma è un errore, un enorme errore, perché magari uno che si avvicina a questo percorso vedendo solo i successi miei e degli altri penserà di essere un fallimento, di fare troppi errori, di non dedicare troppo la sua vita a tutto questo, a differenza di chi invece ne parla molto di più.

Amo, quindi, vedere cosa sta dietro a tutti noi, le nostre passioni, qualcosa della nostra vita, i fallimenti e i successi che vengono fuori quando ci si rialza.
Vedere vite ‘vere’.
Però nonostante tutto invidio chi ci riesce davvero, ad esempio io sono troppo timida, quindi già tiro fuori un decimo del tutto.
È comunque un arrivo, un qualcosa a cui posso aspirare! 🙂

Con tutto questo ci tengo a dire che non sono sparita… Ma causa università e ultimi esami prima della tesi pubblicherò davvero pochissimo, comunque tornerò! 😀

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Dreamcatcher

2015-06-21 23.40.00-1 copia

Appeso alla finestra
l’acchiappasogni attende
di afferrare un sogno per me, possibilmente grande

Calmo, immobile, attende nella notte
di acchiappare un sogno che viaggia nell’aria

Di pelle è la rete, leggere le piume
ed immensa è la magia che emana

Mi porterà un amore, una storia lieta o una canzone?
Oppure degli incubi
dove tutto va per il verso sbagliato

Il tempo ora è giunto per me di dormire
e attendo un sogno, che sia bello e fortunato

Acchiappasogni, acchiappasogni
prudenza, ti prego
il mio cuore ora è calmo, la mia mente rilassata

Va’ nella notte e trova ciò che vuoi
acchiappami un sogno,
che sia importante e tranquillo

L’acchiappasogni è uno strumento associato ai Nativi Americani, soprattutto alle tribù Chyenne e Lakota, che vivevano in luoghi molto vicini tra loro.

A differenza di quanto narrano le leggende l’acchiappasogni aveva uno scopo molto diverso: veniva posto fuori dalle tende come segnale per indicare ai visitatori o ai residenti del villaggio quale professione praticava il possessore della tenda (come ad esempio uomo di medicina, guerriero, cacciatore).
Ognuno era diverso nei colori, perline, piume, trama dei fili a seconda del lavoro da rappresentare.

Dopo l’invasione delle Americhe l’acchiappasogni fu interpretato come un oggetto che serviva ad allontanare i brutti sogni ,che venivano dispersi tramite le piume, e a catturare quelli belli, tramite le perline. Si dice che venissero donati alla nascita di ogni bambino e conservato e decorato per tutta la vita.

Il cerchio è in legno flessibile e rappresenta il ciclo della vita e l’universo, il filo cattura e intercetta i sogni verso le perline o le piume.

Ecco come ho realizzato il mio:

Schermata 06-2457204 alle 23.37.40

Ho utilizzato come struttura un cerchio in metallo, dato che lo volevo resistente (ma va benissimo anche fil di ferro o legno).
Ho ricoperto il tutto con un filo di lana sottile ricordando di fissarlo con un nodo per non farlo scivolare via. Come lana potete utilizzare benissimo quella per l’uncinetto, facile da reperire.Schermata 06-2457204 alle 23.37.55

Finito il giro ho chiuso il tutto con un nodo ricollegandomi a quello iniziale creando il tondo per appenderlo. Ho nascosto il nodo con una perlina di legno.Schermata 06-2457204 alle 23.38.05Collegandomi al nodo precedente ho fissato un altro filo per la decorazione.
Per quest’ultima ho seguito lo schema qua sopra. Potete fare più giri o collegarlo più volte alla base per rendere il disegno più fitto; quando volete aggiungete delle perline per decorare.
In tutto questo ricordate di tenere sempre il filo ben teso.
Finito il disegno ho annodato il filo e coperto il nodo con l’unica perlina che io ho deciso di inserire nella rete.
Schermata 06-2457204 alle 23.38.15
A questo punto ho aggiunto tre fili, passandoli nel filo della rete nel punto in cui si incrocia con il cerchio della base.
Alle estremità ho legato le piume e coperto il nodo anche questa volta con le perline.
Nel mio caso ho usato piume di cornacchia (provenienti dalla muta).
Potete scegliere di inserire quante piume volete, variarne la distanza dal cerchio e aggiungere più o meno decorazioni, sempre a vostro gusto.

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Ed ecco il mio risultato finale!
Spero vi piaccia! Anche se non è proprio perfetto ne sono abbastanza soddisfatta!

Ho pensato di scrivervi il procedimento perchè quando l’ho fatto ci ho messo davvero molto a capire il tutto perchè non ho trovato praticamente nulla… se avete suggerimenti o metodi alternativi fatemi sapere 😀
Perdonatemi i miei pessimi disegni! ;__;

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Beltane e cambiamenti

Ciao 🙂
Come al solito non ho mai molto tempo, quindi parlerò di Beltane con più di 10 giorni di ritardo ;__;

Verso la fine del mese scorso è arrivata la nuova gabbia delle topine, ve la mostro perchè è bellissima! (Loro sono nascoste nella casina, giuro che non ho animali immaginari xD)
Questa a differenza della vecchia ha il carrellino, cosa che ha reso inutile un tavolo e quindi ci ha fatto guadagnare tantissimo spazio… e dato che loro avevano una nuova casa perchè non doveva cambiare anche la nostra?
Fatto sta che abbiamo deciso di spostare tutti i mobili della casa e spostare la disposizione delle cose… beh, alla fine le pulizie non sono un’attività adatta al periodo di Beltane? xD

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Ci ha occupato tutta la settimana fino a Beltane a cui sono arrivata stanchissima!

Questo Beltane è stato speciale per me, oltre che essere l’anniversario (il terzo) in cui sono ‘entrata’ in questo mondo è stata la prima festa che ho festeggiato a un evento pubblico.
Sono andata al Insubria Festival a Marcallo, perchè era quello più vicino a casa e perchè andavano molti dei miei amici!
Sfortunatamente sono potuta andare solo sabato, a differenza di altri che si facevano tutti e 3 i giorni.

Il viaggio e parte della cena l’ho passato con mia sorella e i rispettivi fidanzati (riunione di famiglia xD ), poi ci siamo trovati con amici vari e siamo rimasti ad aspettare l’accensione dei fuochi nel loro accampamento!
Siamo stati seduti intorno al fuoco per qualche ora, dovendo accendere i fuochi quel punto non era illuminato e si vedevano le lucciole *-*
È bellissimo passare il tempo con i propri amici in mezzo al nulla, lontano da tutti e tranquilli.

Il druido che doveva iniziare tutto è arrivato in ritardo (non ho ancora capito se perchè il concerto sia durato troppo o perchè si sia effettivamente perso!) ma il resto si è svolto benissimo!

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Hanno acceso i fuochi e fatto fare tre giri intorno a essi, poi chi voleva poteva entrare al interno e celebrare il suo rito o fare quello che si sentiva.
Io non ero per niente preparata perchè l’anno scorso mi avevano detto che era stato leggermente diverso, ma non volevo fare i tre giri e poi chiudere li, quindi siamo entrate solo in tre e ho detto qualcosa di improvvisatissimo, fatto un piccolo rito e ‘chiuso’.
Mi sono quasi commossa perchè alla fine ero l’unica del gruppo ad essere pagana (le altre credono a qualcosa ma lontano dalle idee celtiche) e nonostante questo mi hanno dato fiducia e mi hanno chiesto di fare qualcosa per loro, grazie a questo ho capito che un pochino sono pronta a qualcosa, ed è stato importante, ho sentito che finalmente da qualche parte sto arrivando.

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When the Wheel begins to turn, let the Beltane fires burn.

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MWL 5#: Alfabeto di strega: K

MWL 5#: Alfabeto di strega: K – come Korrigan

Korrigan-maison

who dance, with flowers in their hair, and robes of white wool, around the fountain, by the light of the full moon.

I korrigan sono una sorta di elfo malvagio della mitologia bretone, esseri del Sidhe, il popolo fatato.

Sono descritti in molti modi. Secondo alcuni sono fate solitarie, esse risiedono nei boschi, in prossimità ai corsi d’acqua. Il luogo eletto dalle korrigane è la foresta di Brocéliande, conosciuta come il luogo in cui si trova il castello di cristallo della fata Viviana. Si potrebbero definire la versione bretone delle banshee o come le fate dei laghi e torrenti della mitologia irlandese. Possiedono un aspetto umano bellissimo e seducente; esse aspettano gli uomini vicino ai laghi e torrenti, indipendentemente che siano baroni, cavalieri o semplici viandanti. Individuata la ‘vittima’ gli offrono l’acqua e non appena l’uomo la beve l’incantesimo si sprigiona e  viene attirato in maniera irresistibile a fare l’amore con lei e a dimenticare tutti gli affetti di questo mondo. Alcuni riescono a mantenere un minimo di controllo e a rifiutarla ma in questo caso saranno seguiti per sempre dalla sua ira e la maledizione lo condannerà per sempre a eterna disgrazia.

Può manifestarsi sotto forma di genere maschile e in questo caso ha l’aspetto di un nano; il nome infatti deriva dal bretone korr che significa appunto nano, con l’aggiunta del diminutivo -ig e il suffisso plurale -an. Vengono descritti come esseri molto piccoli, con una grossa testa e lunghi capelli, vestiti con pelli di animali e dotati di una grande forza fisica. Nascono e muoiono sotto terra e appaiono spesso di notte danzando attorno ai dolmen.

Secondo alcuni studiosi erano i custodi di uno strumento musicale: il biniou. Secondo alcune leggende bretone un abitante di Saint-Léry ricevette in dono da una specie di folletto il biniou per ringraziarlo di essere stato salvato da un annegamento. Dal nome del salvatore, Korril, deriverebbe quindi il nome di korrigan. 

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Personaggi Drizzit Gdr

Hey 🙂
Uno dei miei hobby (non so se siano definibili così) sono i giochi di ruolo!
Dato che l’autore di Drizzit ha disegnato il mio personaggio insieme a tanti altri ve lo presento!
Per chi non lo sapesse Drizzit è fumetto a strisce bellissimo, disegnato da Luigi ‘Bigio’ Cecchi, che inizia come ‘parodia’ del Drizzt Do’Urden di R.A. Savatore di ambientazione Forgotten Realms di D&D e altri vari componenti fantasy per poi evolversi con una trama tutta sua.
Vista la fama delle strisce è stato creato un gioco di carte e come avrete capito anche un gioco di ruolo!
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Eilìs è stata abbandonata da bambina in un bosco non identificato vicino a Topple. Una famiglia di tigri del luogo l’ha adottata e cresciuta fino a quando non è stata trovata e addestrata da una druida del Circolo druidico™.
Un giorno decide di visitare la città, li scopre di avere delle abilità divinatorie, scappa subito perchè non riesce a sopportare troppe presenze diverse da quelle a cui è abituata. Ha mantenuto un forte legame con il suo bosco e la popolazione di tigri, è spesso accompagnata da Litha.

Questo è il backgroung; il gioco, così come le strisce, hanno una forte componente umoristica.
Se vi piacciono i giochi di ruolo è consigliatissimo, anche per chi non ha mai giocato perchè le regole sono davvero molto semplici ma complete!

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Ecco qui la scheda! Dovrebbe essere al livello 3 e classe incantatore, l’avevo creata quando era stato fatto un contest tra i vari personaggi, in cui ha vinto… mia sorella!!! (la solita fortuna xD)
Ecco il suo bellissimo personaggio!
Ayrin

Ayrin è una mezzelfa molto timida, così tanto da attivare involontariamente la tecnica dell’invisibilità in certe situazioni. Odia farsi notare ma a causa del suo aspetto le riesce difficile. Quando è in imbarazzo parla rivolgendosi a se stessa in terza persona.
Cerca di evitare situazioni pericolose ma se queste coinvolgono un amico non si tira indietro. Tiene molto all’idea della sorella, tendendo a idealizzarla, perchè potrebbe essere la sua unica parente in vita.

Cresciuta in un orfanotrofio di Città del Re non ha mai avuto notizie dei suoi genitori, probabilmente morti. Al suo arrivo le è stata lasciata una collana che si dica appartenga alla sorella ancora in vita, le due non si sono mai conosciute.
Quando fu abbastanza grande iniziò a vivere da sola unendosi per un breve tempo ad una piccola gilda di ladri grazie ai quali imparò a usare le daghe e combattere.
Cresciuta rimase a vivere nelle periferie di Città del Re svolgendo diversi lavori ma la sua più grande aspirazione è mettersi in viaggio alla ricerca della sorella e scoprire le sue origini.

Scusate il piccolo off topic ma spero possa interessate a qualcuno… GIOCATE DI RUOLO!!! 😀

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Sacchetto per Brigid

Volevo mostrarvi quello che ho fatto per Imbolc, sperando vi ispiri per i vostri ‘lavori’ futuri. 🙂
Se vi interessa saperne di più su su questa festa ne ho parlato qui.

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Ho realizzato un sacchetto di ringraziamento per Brigid, dea che ho scelto e da cui mi sono sentita ‘scelta’, seguendo quello che ho fatto per Lugh.
Oltre che funzione di ringraziamento sono gli elementi che per me, per ora, vanno a rappresentare il dio e la dea sul altare.

Per questo scopo ho usato elementi che rimandino a Brigid e che hanno particolare importanza per me e per il mio cammino. (Se vi interessa quello che ho fatto per Lugh cliccate qua).

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Come per quello precedete ho messo il nome in ogham inciso (e colorato) su legno, in questo caso di quercia, e un foglietto con dentro i miei ringraziamenti.
Due pietre, l’adularia o pietra di luna, che rappresenta la dea, e un calcedonio blu, questo perchè mi è ‘stato suggerito’ in sogno quando ancora stavo pensando a cosa utilizzare.
Infine i simboli dell’acqua e fuoco. Gli elementi sono stati una parte molto importante del cammino che ho fatto con Brigid, quindi mi è sembrato giusto prenderli in considerazione.
L’acqua perchè rappresenta il mio elemento e la femminilità quindi la dea; il fuoco invece è sia un elemento costante in tutte le cose per me più importanti ma anche un elemento molto importante per Brigid.
La radice del suo nome è ‘breo’ ovvero fuoco e come triplice dea anche il fuoco assume tre aspetti: il fuoco dell’ispirazione come patrona della poesia, il fuoco del focolare, come patrona della guarigione e della fertilità e infine il fuoco della forgia, come patrona dei fabbri e delle arti marziali.

Le cuciture interne e il simbolo della dea (che richiama le tre fasi lunari e l’aspetto triplice della dea) sono azzurri proprio per rimandare all’acqua e alla componente femminile, il fiocco che chiude il sacchetto è giallo per richiamare il fuoco.

I sacchetti hanno solo valore simbolico e durante il mio cammino li aprirò e li ‘aggiornerò’ più volte man mano che troverò nuove cose.

Mi spiace per le pessime cuciture ma non sono bravissima in queste cose. xD

Spero abbiate passato un buon Imbolc. 🙂

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Riflessioni

Da un po’ di tempo ho deciso di “mettere da parte” tutto quello che ho studiato fino ad ora e ritornare alle origini, ovvero riprendere i primissimi argomenti su cui mi ero concentrata e riguardarli con le conoscenze che ho preso nel tempo.
Mi rendo conto che il percorso che seguo è in continua trasformazione, questo perchè io sono la prima a cambiare ed esso cambia e si trasforma con me.
Anche solo un anno fa per semplificare le cose mi definivo “wiccan con riferimento al pantheon celtico irlandese” e in tutto questo aggiungevo “con interesse per le pratiche sciamaniche”, basti vedere l’inizio del blog o i forum in cui mi presentavo. xD
Ma se prima mi definivo wiccan perchè seguivo il rede, solo ora, ragionando in modo critico, mi accorgo che non lo seguo affatto!
Il rede è un ‘consiglio’, traducendo la parola, e non un’insieme di regole; è stato scritto mettendo insieme tutte le basi del paganesimo e della magia cerimoniale. L’ultima parte ‘se non fa male a nessuno fa quello che vuoi’, è praticamente impossibile da seguire! Quante volte, ad esempio, per far del bene a qualcuno si è costretti a farlo soffrire? Il bene e il male sono concetti relativi, ed è impossibile fare del bene a tutti senza nuocere a nessuno o a se stessi. Quindi penso che la cosa migliore da fare sia seguire la propria etica e agire limitando più possibilmente i danni.
Detto questo mi rendo conto che il termine ‘wiccan’ inizia a starmi stretto, ma mai dimenticherò la base e la conoscenza che mi ha dato questa corrente.
Un’altra cosa che non condivido è la visione di dio e dea: essi sono considerati come l’insieme di tutte le dee e tutti gli dei, divisi tra maschile e femminile; qui ho sempre specificato il pantheon celtico perchè, oltre a essere quello che seguo e a cui mi sento più vicina, ho sempre fatto distinzione tra ogni dio/dea e aspetto che rappresentano.

Il mio percorso è iniziato con Lugh, nel mio cammino con lui ho scoperto l’utilizzo delle pietre, metodi divinatori e magici come l’ogham, il potere che hanno gli animali.
Adesso ho iniziato a lavorare con Brigid e con lei è iniziato un altro mio cammino, ed ecco il perchè del mio ritorno alle basi! Insieme a lei ho riscoperto il potere delle piante e l’importanza degli elementi, in particolare l’acqua, il mio, e il fuoco, elemento costante nel mio percorso.

Continuando nei miei studi ultimamente ho approfondito l’hedgecraft che era una cosa di cui già ero a conoscenza ma che avevo sempre un po’ ignorato privilegiando altri argomenti.
L’hedgecraft è una pratica pagana in cui la stregoneria e varie correnti (celtiche, nordiche, romane ecc) sono unite a una visione sciamanica.
Una hedgewitch è quella che un tempo era definite donna di sapere e conoscenza.
Il nome deriva dalla siepe che ha varie valenze: un confine (l’utilizzo storico), una protezione per gli animali e una metafora tra questo e l’altro mondo.
La cosa che più mi è piaciuta è che, seguendo questa corrente, ognuno tende a sviluppare e specializzarsi in quello in cui è più affine e bravo, come l’uso di erbe, pietre e simili.
Inoltre segue il ragionamento che ho fatto prima per il rede: non ci sono regole, solo seguire la propria etica.

Mi rendo conto però che essendo cammini personali e così vari diventa impossibile e a volte limitante andarsi a chiudere in una definizione.
È sensato dire da che corrente è presa una determinata cosa o tradizione, ma essendoci per ogni persona un percorso di crescita e cambiamento è molto difficile che qualcuno possa affermare con certezza di seguire una determinata cosa e non cambiare mai senza uscire da essa!
Quindi questa è per ora la strada che sto iniziando a seguire ma non è detto che resterà così nel tempo. 🙂

Volevo scrivere qualcosa di serio ma a causa degli esami non ho avuto tempo di preparare nulla, quindi per non lasciare il mio blog indietro ho preferito fare un veloce riassunto dei cambiamenti avvenuti negli ultimi mesi (e anni) e visti i risultati non vedo l’ora di sapere cosa ci sarà in futuro per me 😀
Vi lascio questo link sul Hedgecraft per chi interessato, dato che comunque ho fatto un brevissimo riassunto senza spiegare troppo bene.
http://walkingthehedge.net/hedge/what-is-a-hedgewitch/

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