Turn the wheel… again

Ho in mente Turn the Page dei Blind Guardian da un po’ e mi sembrava abbastanza azzeccato come titolo questa volta 😛 

È da un po’ che ho la sensazione di star iniziando qualcosa, esattamente come è successo la primavera scorsa.
Anche quest’anno non sono mancate le pulizie di primavera, che vorrebbe dire ‘mi sveglio e ho voglia di cambiare tutta casa’, e anche le topine (ancora!) sono state costrette a questo con una nuova casetta e modifiche della disposizione in gabbia.

Ieri sono stata all’Insubria festival e credo sia stato qualcosa di assurdo, tante coincidenze per farmi rivivere ogni inizio del mio percorso.

Ho ritrovato il signore che in Valle d’Aosta mi aveva venduto la collana a forma di triquetra che è stato il mio primissimo oggetto pagano.
Non riesco a credere di averlo trovato dopo 4 anni in un posto completamente diverso!
La cosa bella è che abbiamo chiacchierato un po’ e ci si capiva perfettamente, non gli sarò più apparsa come la ragazzina curiosa a cui doveva dare consigli.
Anche questa volta mi ha regalato un foglietto con le sue poesie, e da quello che sembra è riuscito a farne un libro!

Cosa negativa è che non riesce nemmeno lui a trovare le collane come la mia vecchia e quindi si limita a levare in gancino da quelle che ce l’hanno :(
Non era esattamente quello che cercavo ma dato che per me ha un significato speciale ne ho presa una (l’ultima rimasta) di giada.
Vediamo a cosa mi porterà questa pietra!

s6u9gh

Poi poco più avanti ho trovato un banchetto che faceva estrarre delle rune da un pozzo, dato che mi è sembrata un’idea carina ho deciso di provare.
Prima di pescare faccio ‘scommettiamo che esce Othila’ e…

2a6qn3p

Ovviamente Othila!
Non ricordo se ne ho già parlato in passato ma questa runa ha praticamente cambiato la mia vita; a partire dal giorno dopo che ho incontrato di persona un’amica che mi è sempre accanto in questo percorso e ho sognato questa runa fino ad ora.
Esce sempre quando ce n’è bisogno!
Io ho sempre associato questa runa ai rapporti e la famiglia (anche perchè è anche legatissima alla persona con cui sto da 3 anni e mezzo) ma ieri mi è stata letta come una grande evoluzione spirituale e un successo in qualche cosa.
Si vede che devo ancora capirla bene prima di ‘lasciarla andare’.

Non so se queste cose siano arrivate ora per fare un punto della situazione, per ricordarmi dove sono arrivata e spingermi ad andare avanti. Un nuovo inizio costruito sulle basi di tutto. Oppure un semplice regalo di Beltane.

Ho incontrato per la prima volta un’amica del gruppo pagano di facebook che frequento ed è venuta su anche un’amica di Livorno, e per la prima volta ho passato una festività in compagnia di qualcuno che la poteva davvero apprezzare, ne sono davvero felice e mi sono divertita moltissimo!
Stare al buio con amici in mezzo al campo aspettando l’accensione dei fuochi è sempre una delle parti più belle, e questa volta ascoltando pure la musica dei Folkstone!

Quest’anno invece i fuochi erano solo 2! Ma sono stati bellissimi lo stesso!

339ohh3
j5i785

Posted in Paganesimo, Random | Tagged , , | Leave a comment

Ogma e Ogham

Ogma

Ogma è figlio di Étaín e fratello del Dagda Mór.
Inventore dell’Ogham e campione dei Tuatha de Danann, fa parte della triade divina maschile Trí Dée Dána (tre dei delle arti) insieme a Dagda e Lugh.
È considerato la controparte oscura di Lugh poichè come lui è dio della poesia, ma in più conduce la anime dei guerrieri nell’aldilà.

Ogma è il dio dell’eloquenza, della scrittura; ha potere su tutto ciò che è sregolato, violento, oscuro e magico.
È il dio che lega, associabile a Marte in quanto anche lui esercita la sovranità magico-guerriera.
In qualche modo Ogma racchiude in se due controparti: il guerriero/re e il sapiente/druido, custode dell’occulto. Queste parti vengono divinizzate al massimo in un’unica figura che, appunto, è un dio.
Non c’è da restare sorpresi che questo accostamento resterà fino alla fine della cultura celtica riapparendo con Artù e Merlino.

Il nome Ogimos, altro nome con cui è chiamato questo dio, viene dal greco e significa cammino, sentiero, probabilmente per il suo ruolo di accompagnatore di anime.
Secondo altre fonti si è trovato un rapporto tra Ogma e la parola, il logos.
Questo fa pensare che i nomi Ogimos e Ogma si accordino a vicenda.

Ogma è presente nelle battaglie di Mag Turied, una delle saghe irlandesi più importanti che racconta dei combattimenti tra Tuatha De Danann, gli eroi/dei protettori dell’Irlanda, e i Fomori.
In particolare nella seconda dà un importante contributo alla vittoria dei Tuatha De Danann: Ogma riuscì ad abbattere un terzo dell’esercito dei fomori e affrontò il loro re, Indech mac Dé Domnann, in un duello in cui entrambi persero la vita.
Nonostante la sua morte riapparirà in un paio di episodi successivi, probabilmente flashback.
Storia che lo vede protagonista è quella in cui ritrova Orna, la spada di Tethra, un altro re dei Fomori, la quale gli parla rivelandole le imprese passate e contribuendo alla vittoria.

Il mito vuole che il primo messaggio scritto da Ogma fosse composto da sette b incise su una betulla per avvertite Lugh: “tua moglie verra tratta nell’oltretomba per sette volte, a meno che la betulla non la protegga”.

 

Schermata 04-2457487 alle 11.46.29


Ogham

Ecco l’alfabeto per intero:

B beith – betulla
L luis – sorbo selvatico
F fearn – ontano
S saille – salice
N nion – frassino

H uath – biancospino
D duir – quercia
T tinne – agrifoglio
C coll – nocciolo
Q ceirt – melo selvatico

M muin – vite
G gort – edera
NG ng̩tal Рgiunco
Z straif – prungolo
R ruis – sambuco

A ailm – abete argentato
O onn – ginestrone
U ̼r Рerica
E edad – pioppo bianco
I idad – tasso

L’alfabeto comprende venti lettere diverse chiamate feda, distribuite in quattro serie chiamate aicmí (famiglie).
Ogni aicme prende il nome dalla prima lettera, quindi Aicme Beith, Aicme Uath e così via.
I primi tre aicmí sono composti da consonanti, l’ultimo da vocali.

Il nome Ogham craobh, come già visto, significa scrittura arborea.

Secondo i druidi le tre parti da cui sono formati gli alberi: radici-tronco e rami; corrispondono alle parti da cui sono fatti gli uomini: corpo, mente e spirito. Questa visione tripla di può ritrovare in molti simboli celtici, come ad esempio il triskel.

Come afferma Robert Graves gli Ogham vanno tracciati dal basso verso l’alto per richiamare la crescita dell’albero e l’elevazione verso il cielo.

Oltre che per le incisioni sulla corteccia e roccia un altro modo che avevano per comunicare era quello di legare insieme le foglie degli alberi, associate alle lettere, per formare parole e frasi.

___________________________________________

Spero di non sembrare troppo monotematica ma avendo poco tempo a causa della tesi sempre più vicina e non volendo trascurare il blog e gli studi ho deciso di focalizzarmi su un unico argomento che volevo approfondire -letteralmente- da anni.

È iniziato tutto il mese scorso quando un’amica mi ha indicato il sito Wattpad notando che c’era chi parlava della wicca e paganesimo facendo un misto assurdo tra le cose, e quindi abbiamo deciso di provare ad alzare un pochino il livello pubblicando anche noi. (Non che mi reputi chissà quale esperta, ma basta aver letto un singolo libro per poter dire cose più sensate rispetto a quelle che giravano).
Questo mi ha motivata abbastanza per iniziare a lavorare seriamente a un unico argomento che per la tradizione che seguo penso sia anche abbastanza importante.

Tutto quello che scrivo riguardo gli ogham lo pubblicherò sempre qui ma probabilmente più lentamente, perchè mi da fastidio non intervallare più argomenti per paura di annoiare.
Però se volete portarvi un pochino più avanti o vi interessa un albero specifico di cui potrei aver già parlato ecco qua il link: Ogham: l’alfabeto dei celti.
La grafica carina del sito mi impone di essere un minimo professionale, ma è un lavoro che sto facendo unicamente per me stessa e non un libro vero e proprio, quindi ognuno può sentirsi libero di utilizzarlo come meglio crede!

Vi link i lavori di chi conosco, per chi fosse interessato:

Neopaganesimo: Serietà, Pratica e Verità.
Celtegh Medhelan – Milano celtica

E se avete qualcosa di bello da scrivere vi invito a usare il sito, penso che se si iniziasse a usare seriamente (e non per le sciocche fan fiction o wiccanwannabe) potrebbe venir fuori qualcosa di molto interessante per tutti i pagani italiani. 🙂

Posted in ogham, Paganesimo | Tagged , , , , | Leave a comment

Ogham: Luis

24c6sz6

Luis, il Sorbo

Caratteristiche:

Con Sorbus si intende un genere di piante della famiglia delle Roasacee che comprende alberi e arbusti che producono frutti simili ma possono essere molto differenti tra loro.

La corteccia è grigia e bianca; a seconda sella specie può variare in altezza fino a raggiungere i 15 metri.

Fiorisce verso maggio-giugno producendo fiori bianchi. I frutti invece sono rosso aranciati con dimensione variabile da 1 a 3 centimetri sempre a seconda della specie. Questi ultimi sono commestibili sono dopo aver subito l’ammezzinimento, ovvero essere stati insilati nella paglia e aver subito un processo di fermentazione.

Come habitat preferisce i boschi e i luoghi rocciosi; nella regione mediterranea si può trovare anche sui mondi.

Con questo ogham, comunemente, si intende il sorbo selvatico o degli uccellatori; un albero di media grandezza (10-15 metri al massimo).
Cresce nei boschi di latifoglie caldi, si espande dalla pianura alla fascia montana.

Storia e leggende:

Il nome inglese Rowan si pensa derivi dallo Svedese Roon che significa rosso, oppure dal Norvegese antico Runa che significa incantesimo o segreto.

È associato al periodo che va dal 21 Gennaio al 17 Febbraio, periodo in cui cade la festa Imbolc (1 Febbraio).
Imbolc era anche chiamata la festa del latte, poiché le pecore iniziano a produrre latte proprio in quel periodo, prima della stagione della nascita degli agnelli, ed era quindi uno dei primi segni di rinascita e fertilità.
Presso i Celti era soprannominato Aurora dell’anno, questo perché i suoi frutti, che maturano a settembre, resistevano fino a inverno inoltrato, colorando di rosso e oro il paesaggio innevato o spoglio.

Un suo altro soprannome era “l’albero dei bardi” in quanto si pensava portasse il dono dell’ispirazione.

Era molto importante negli oracoli dei druidi, che utilizzavano questo legno per evocare spiriti che poi dovevano rispondere alle domande spargendo le bacche di sorbo su pelli di toro.
Allo stesso modo si usavano anche dei rametti e da cui si pensi arrivi il detto irlandese “camminare sui rami della conoscenza” per dire che si è tentato tutto il possibile per avere una risposta.
I druidi usavano accendere fuochi con legno di sorbo appuntito prima della battaglia per invitare gli antichi spiriti a prenderne parte.
Questo specifico legno era uno di quelli usati dai druidi, insieme al tasso e nocciolo, per incidere gli incantesimi e formule rituali in ogham ed era uno dei nove legni sacri usati per accendere il fuoco di Beltane.

Era considerato sacro perché si pensava che i suoi frutti fossero nutrimento degli dei (i Celti Germani spesso li offrivano insieme alle mele) e per le sue proprietà di protezione magiche soprattutto contro i fulmini o i sortilegi. La varietà che veniva considerata più efficace era il sorbo volante, le cui radici crescono nelle spaccature delle rocce o sui rami di altri alberi.
Per questo i marinai attaccavano dei blocchi di legno di sorbo sulla chiglia della nave perché li difendesse dalle tempeste e li proteggesse.

Secondo i Finni era l’albero della vita ed ospitava la ninfa Pihlajatar.
Inoltre si pensava che l’arco e le frecce della dea celtica Brigid (anch’essa collegata a Imbolc) fossero fatte di questo legno.

Gli erboristi lo utilizzavano contro le coliche e lo scorbuto. La corteccia veniva fatta seccare al sole e poteva combattere febbre e reumatismi.
Attualmente si utilizzano solo i frutti, ricchi di vitamina C.

Significato/Divinazione:

È simbolo di rinascita, materiale e spirituale, la luce dopo le tenebre del solstizio proprio perché le sue bacche resistono al freddo invernale.

Utilizzato per protezione contro la negatività, attacchi magici, invidia protegge anche dalla paura.

Se esce in lettura può indicare che si ha bisogno di protezione da qualcuno o qualcosa che invade i nostri spazi.
Può anche significare che si è protetti e tutto quello di cui si ha bisogno è attingere alla sua energia e focalizzarsi meglio sulla situazione, meditare tenendo con se un po’ di questo legno per trovare chiarezza in una situazione difficile o incerta.
Un’altra qualità del sorbo, infatti, è la purezza: può essere usato in meditazione e in ogni lavoro in cui la chiarezza è importane in modo da non perdersi lungo la strada o commettere errori.

È bene in ogni caso stare molto attenti e andare dove l’intuizione suggerisce, ci si deve fidare del proprio giudizio e non permettere a nessuno di cullarci in un senso di sicurezza falso.

L’animale totemico a cui è collegato è il merlo.

Si può creare un ottimo talismano di protezione incidendo l’ogham Luis sul legno della pianta stessa.

Posted in ogham | Tagged , , , , | Leave a comment

Ogham: Beith

Ho deciso di sviluppare l’argomento del rapporto tra i druidi e gli alberi iniziando a parlare di ogni Ogham.

Schermata 03-2457471 alle 18.59.30

Il calendario celtico degli alberi che ho riportato precedentemente purtroppo si è rivelato essere un falso storico, in quanto non se ne hanno fonti fino a quando apparve nei testi di Edward Davies nel XIX.

Il calendario più famoso, che è anche quello che ho scritto precedentemente, è da attribuire a Robert Graves che ne parla nel libro La Dea Bianca.
Se ne possono trovare successivamente molte altre versioni come ad esempio quella di Riccardo Taraglio, descritta in Il Vischio e la Quercia, in cui pone molta attenzione al collegamento tra le piante, festività, colori, animali e molto altro.

Nonostante questo l’Ogham era un mezzo di scrittura realmente utilizzato dai druidi, come provano le numerose testimonianze incise su pietra, che celava profondi significati anche magici.

Reputo che sia importantissimo, al fine di conoscere l’ogham, andare a studiare anche le singole piante, perché spesso il loro modo di vivere ed essere andrà già a suggerirne il significato; questo esattamente come succede con gli animali guida e totem.

       __________________________________________________________

Beith, la Betulla

Schermata 03-2457471 alle 18.55.24

Caratteristiche:

Le Betulle fanno parte della famiglia delle betulacee, che comprende 6 generi e più di 160 specie.
Il nome in latino era betula, e deriva proprio dal gallico beith, beth, betho.

Il fusto è di forma cilindrica, di colore bianco con strisce più scure. Questo tipico colore è dato da una sostanza contenuta nella corteccia che si chiama betullina.
Il fusto può raggiungere un’altezza tra i 25-30m.
Le foglie sono piccole, per questo la chioma appare leggera nell’insieme; il colore è verde chiaro mentre nel periodo vegetativo, prima della caduta autunnale, giallo dorato.
E’ una pianta da zone fredde, infatti è soprattutto diffusa nelle regioni boreali in cui forma vasti boschi.

I semi della betulla germogliano i campo aperto e proprio per questo preparano il terreno per i semi degli altri alberi.
La betulla è una pianta molto adattabile, in grado di sostenersi anche nelle peggiori situazioni.

Storia e leggende:

Quest’albero è descritto anche da Plinio come albero indigeno delle Gallie e amante dei luigi freddi, famoso soprattutto per il suo colore bianco. Tra i vari usi che se ne faceva ricorda i fasci littori e le verghe e il catrame di betulla.

Nel calendario celtico, di cui ho parlato in precedenza, ̬ la prima. (24 dicembre Р21 gennaio).
Questo perché rimanda alla rinascita del sole.

Nel calendario di Taraglio è stata associata al mese di Febbraio probabilmente perché è il mese in cui cade Imbolc, la prima festa della ruota dell’anno.

Imbolc, che cade il 2 febbraio, è un’antica festa irlandese in cui si celebra sia l’arrivo della primavera che il periodo di riposo della Dea dopo aver dato alla luce il Dio a Yule.
Il nome deriva dalla parola gaelica oimelc che vuol dire ‘nel latte’, poichè gli animali da gregge iniziano ad avere cuccioli e quindi a produrre latte, in irlandese imbolc significa ‘in grembo’ sempre riferito alle gravidanze.
Durante questa celebrazione è festeggiata Brigid, figlia di Dagda, dea del triplice fuoco; patrona dei fabbri, poeti e guaritori. Il suo nome deriva da breo, il fuoco; il fuoco della fucina quindi si unisce a quello dell’ispirazione artistica e dell’energia guaritrice.
Il nome di Brigid si è anche ipotizzato arrivare dalla radice indoeuropea bhig, cioè betulla.

I Celti usavano i rami di questa pianta per ricoprire i defunti e prepararli a nuova vita.
I Galli invece creavano torce nuziali che erano ritenute di buon auspicio.

La betulla ha avuto anche grandissima importanza tra gli sciamani siberiani che arrampicandosi su di esse durante le trances entravano in contatto con gli dei.
Questo effetto era dato, in verità, da un fungo, l’amanita muscaria, che nelle squame bianche contiene un allucinogeno che provoca un periodo di sonnolenza dopo il quale chi ne fa uso si sente stimolato a compirete grandi gesta fisiche. 
Questo fungo cresce soprattutto in vicinanza proprio delle betulle.

Il nome è anche associato alla parola sanscrita bhurga che mette in relazione le continue fasi della vita, il principio di Alfa-Omega.
Taliesin rappresenta la betulla. Discendente di Cel e Cerridwen, nel ciclo arturiano è conosciuto come Merlino. Sebbene sia accettato che il saggio Taliesin fosse chiamato Merlino, questo era solamente il titolo della persona conosciuta come Primo Bardo tra i Druidi, un titolo che si è tramandato da persona a persona durante la storia.

Si pensava, inoltre, che la betulla avesse proprietà protettive magiche e ricompravi il ruolo di araldo dei nuovi inizi. Avendo un legno fortemente resistente sopravviveva dove la quercia sarebbe morta. Sebbene il legno della quercia (Duir) fosse usato per costruire grazie alla sua forza e durevolezza, la resistenza e le proprietà magiche della betulla la rendevano adatta per usi molto specifici.

Significato/Divinazione:

Crescita, rinnovo, stabilità, iniziazione, adattabilità

Le qualità della betulla sono una metafora per la nostra esistenza.
Dobbiamo andare dove nessuno si spinge, mettere radici in nuovi terreni per riuscire a diventare padroni della nostra vita.

La betulla si limita a spingerci oltre i normali limiti di tutti per trovare noi stessi e le forze di cui abbiamo bisogno per progredire.

Oltre che essere simbolo di rinnovo brillante lo è anche di stabilità e struttura.
La betulla è anche associata al sole e al fuoco.
I druidi la usavano sempre perché serve come innesco e inizierà a bruciare anche quando altri legni saranno umidi.

Per questo la betulla chiede a chi la conosce di servire gli altri con il fuoco della passione nel cuore, ricordandoci che nonostante la vita ci porti a perdere energia e voglia di agire le nostre passioni possono riaccendere tutto in un’istante.

Se esce in lettura è un segno molto positivo, ogni nuovo inizio sarà positivo e di successo.
Bisogna lasciarsi dietro tutti gli aspetti della nostra vita che sono dannosi, focalizzandoci sulle cose positive.

Posted in ogham, Paganesimo | Tagged , , , | Leave a comment

The Imaginary World of…

Oggi voglio parlarvi di un libro, The Imaginary World of…
L’autrice è Keri Smith, probabilmente conosciuta per il più famoso Wreck this journal.

L’ho preso come regalo per mia sorella, pensando fosse simile al Wreck this journal ma più personale, in poche parole un librettino solo a tema artistico.

Mi sono accorta che però contiene molto altro.
Questo si capisce già dall’introduzione:

“L’atto di creare un mondo è un atto di rivoluzione.
Immaginare qualcosa di diverso, qualcosa di migliore o qualcosa di più interessante è spingere il mondo esistente in uno stato di cambiamento. Le più grandi rivoluzioni del nostro tempo avvengono perchè qualcuno ha avuto il coraggio di immaginarle.
Se è vero che la nostra immaginazione può creare realtà dunque possiamo pensare a noi stessi come alchimisti, capaci di trasformare le società e le culture attraverso il nostro mondo e le nostre idee. Noi abbiamo il potere di curare una cultura sofferente con la nostra “energia magica” proveniente dall’immaginazione. Solo documentando le nostre idee possiamo iniziare il processo di cambiamento.
È tempo di iniziare.
Ricorda: hai un immenso potere”.

Come avrete già capito dal testo e dal titolo lo scopo è andare a creare il proprio mondo immaginario.
Dopo varie tecniche di visualizzazione saremo quindi noi ad andare a scrivere il contenuto.

Potremo prendere spunto dalle nostre cose preferite o quello che più ci piace fino a elementi reali del mondo, quei piccoli e bellissimi dettagli che attraverso il libro impareremo a trovare.
Ci verrà chiesto di partire da cose più semplici come la mappa, descrivere cose più particolari come cosa si vede oltre la siepe o cosa c’è in un albero fino a cose molto più strane e creative come una capsula del tempo per gli abitanti del mondo o la ricerca e raccolta di oggetti magici.
Possiamo raccontare il nostro mondo in vari modi: disegnando, scrivendo, fotografando e raccogliendo materiali.

Perchè ne parlo in un blog con tematiche tutt’altro che artistiche?

Penso che possa aiutare molto chi decide di seguire un percorso spirituale e magico.
Già dall’introduzione vengono nominate cose molto importanti come l’energia magica, il potere dell’immaginazione, la visualizzazione ma in modo semplice e leggero.
Insegna in modo molto naturale e divertente a esercitare l’immaginazione e quindi la visualizzazione, e personalmente penso sia molto più efficace così che non leggendolo in modo teorico.
Questo penso vada a rafforzare la nostra creatività, cosa secondo me fondamentale in un percorso che deve essere unico e solo nostro.

Schermata 12-2457358 alle 22.20.57
Schermata 12-2457358 alle 22.20.49
Schermata 12-2457358 alle 22.20.37

Posted in Recensione Libri | Tagged , , | Leave a comment

Turn the page 2015

Dato che non ho fantasia sono andata a riprendere il titolo dell’ anno scorso…

Anche quest’anno fine ottobre significa Lucca comics (oltre che Samhain).

Questa volta non avevo in programma di comprare nulla, oltretutto per saltarmi la fila dagli autori ho preso il gdr di Drizzit in prevendita, in modo da avere la dedica bella!

Schermata 11-2457329 alle 12.17.33

Poi ovviamente ho preso cose che non centravano nulla con fumetti e videogiochi, tra l’altro tutti negli stand in cui non serviva il biglietto!

Schermata 11-2457329 alle 12.17.21

Era da un po’ che cercavo delle rune da poter portare in giro, quelle fatte da me ho paura di perderle o rovinarle, e queste sono davvero perfette!
Inoltre la collana con Vegvisir è fatta a laser e non pirografata, quindi in rilievo… è un’idea bellissima *-*

Oltre a questo ho trovato cose a pochissimo allo stand di Mytholon, ho preso un vestito storico e una mantellina, di cui caricherò al più presto le foto su instagram!

Questi ultimi sono una piccola parte che mi servirà per i miei nuovi ‘progetti’.
Ho deciso infatti di iniziare a fare scherma storica con il gruppo di mia sorella, l’ordine del guado di Sigerico.
A differenza di lei e gli altri ragazzi non farei spada a livello sportivo ma ho in mente di aprire la sezione di arceria, così da aggiungere qualcosa alla compagnia.

Per quanto riguarda il mio percorso ho trovato un bellissimo gruppo (se uno di Eyeclipse dovesse leggere sto parlando di voi xD) che mi da tanti spunti ogni mese per andare avanti approfondendo sempre più cose e facendomi capire quanto è bello avere un gruppo con cui crescere e condividere.
Non so se sia stato per i progressi che ho fatto e tutto l’impegno che ci ho messo ma quest’ anno è stato davvero incredibile.
Ho trovato un luogo vicinissimo a casa che ha un enorme potere, ed ho iniziato un percorso personale insieme agli abitanti di questo posto, tutto legato all’elemento acqua. Pian piano vedrò dove mi porterà!

Le cose però procederanno a rilento fino a fine Febbraio, quando darò la tesi… e quindi sarò ufficialmente in cerca di lavoro, il che non ho calcolato potrebbe levarmi tempo invece di aggiungerlo 😦

Tornando a tempi recenti sarà stata l’atmosfera del Lucca comics ma ho passato tutto il 31 da nightelf di Warcraft.
Non truccandomi quasi mai sono rimasta sorpresa delle mie abilità (improvvisate). xD

Schermata 11-2457329 alle 12.16.59

Essendo stata via con amici non ho potuto festeggiare per davvero Samhain, cosa che farò nei prossimi giorni.
Non ho nulla di grande in programma, lettura delle rune e il solito fuochino in cui bruciare le cose che voglio dimenticare o modificare di me.

Al momento è abbastanza difficile per me celebrare una festività in cui bisogna ricordare chi non c’è più perchè come prima cosa penserei ad Akira che se n’è andato da poco, non potrei mai escluderlo, però mi fa stare un pochino male.
Avrei voluto dedicargli un post o qualche altra cosa ma alla fine non me la sono sentita.
Mi mancherò tutto di lui, ancora adesso mi fa strano non essere svegliata da nessun canto la mattina,  non essere più chiamata continuamente quando stavo in una stanza diversa, oppure i momenti di panico quando partiva a volare e la paura che mi finisse addosso.
Sei arrivato improvvisamente e così te ne sei andato, con te non era possibile fare programmi, e anche se non ci sei più resti sempre presente.

Schermata 11-2457329 alle 13.07.34

Posted in Random | Leave a comment

MWL 5#: Alfabeto di strega: L

MWL 5#: Alfabeto di strega: L – come Laguz

2uppbva

L’Oceano appare infinito agli uomini di terra
quando vi si devono avventurare
sopra un vascello malsicuro
e li atterriscono onde e flutti
se il cavallo del mare
non ubbidisce alle redini

Laguz è la runa dell’acqua.
Il suo significato, infatti è acqua o oceano.

Parole chiave: Intuizione, occulto, flusso, guarigione, mistero, empatia, emozione, inconscio personale e collettivo, adattabilità, sogni.

Se in una lettura esce la runa Laguz ricorda che se si desidera raggiungere l’equilibrio emotivo bisogna rientrare in contatto con la natura.

“Il nostro io futuro ci chiama da infiniti passati,
e ogni notte siamo consumati con i nostri sogni”

Runa del inconscio, del divenire e del processo evolutivo.
Il disegno ricorda una cascata che cade dall’alto al basso: un pescare nel mare di pensieri e parole per fare chiarezza dentro di noi. Laguz è anche la runa dell’inconsio, dell’emozione, della nascita, della sensibilità, dei poteri psichici, della telepatia e della chiaroveggenza, dell’arte e della spontaneità. Caratteristiche connesse anche alla luna.

Laguz è la runa della divinazione e dell’interpretazione, la fonte di Mimir in cui Odino gettò il suo occhio per acquistare il dono della profezia.
E’ associata al dio della stirpe Vani Njord, signore del mare e del vento, delle perturbazioni, dispensatore di affanni e di fortune per i marinai, identificato con la dea Madre Nerthus di cui parla Tacito. Chi si sente attratto da questa runa dovrebbe studiare e approfondire tutti gli spiriti legati all’elemento Acqua: ninfe, nereidi, naiadi, camene, ondine e pelne.

Laguz è l’evoluzione di Ansuz, la runa dei messaggi, e di Algiz, la runa del sacerdote, Laguz è il collegamento alla Fonte. Dalla sua radice laku- deriva la parola lago, il francesce lac, l’inglese lake, l’antico islandese logr, l’antico irlandese loch e il latino lacus. I laghi nella mitologia sono luoghi magici e misteriosi, popolate da creature fantastiche, alcune benevole e altre ostili, così come nell’inconscio possiamo trovare risorse inaspettate, conoscenza e saggezza o fare incontri terrificanti.

b1

Posted in Alfabeto di strega, Modern witch league | Tagged , , , | Leave a comment