Ogham: Saille

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Saille, il Salice

Caratteristiche:

Il genere Salix della famiglia delle Salicacee comprende circa 300 specie.
Il salice associato a questa lettera è il Salix alba, ovvero il salice bianco.

È un albero che può raggiungere i 25 metri.
La corteccia è giallastra o grigio rossastra, la chioma aperta con rami flessibili e sottili ma resistenti, le foglie sono lanceolate-accominate, picciolate e seghettate.

È chiamato salice bianco perché le foglie hanno una densa peluria che conferisce alla pianta una colorazione argentata.
Produce fiori bianchi e frutti che aprendosi liberano semi cotonosi.

È originario dell’Europa centrale e meridionale, dell’Asia e Affrica settentrionale.

Il nome Salice deriva dal celtico Sallis che significa “vicino all’acqua”, questo probabilmente perché è una pianta che cresce bene nei luoghi freschi, sui suoli ricchi d’acqua o paludosi.

Dalla corteccia del salice dei può ricavare un’aspirina naturale, per questo in passato era chiamato “l’albero del dolore”.

Storia e leggende:

Il salice era una pianta sacra ai druidi, ed era associato all’energia lunare, cioè il principio femminile; era anche associato all’elemento acqua, sempre di carattere femminile.
Per molti popoli antichi i fiumi presso cui cresceva erano le lacrime dell’albero stesso, per questo è stato spesso associato alla magia delle acque, alla fecondità e ai cicli lunari; secondo alcune leggende era anche evocatore di pioggia e nebbie.

La lettera S corrisponde al druido Semias, il padrone della conoscenza e il possessore originale del Calderone della conoscenza, uno dei quattro tesori dei Tuatha de Danann, che poi fu donato al Dagda.

Nel calendario degli alberi prende il periodo dal 12 aprile al 15 maggio, periodo in cui cade Beltane (1 Maggio), festa della fertilità e fecondità, caratteristiche anch’esse legate a quest’albero.
In Lituania si usava donare corone di salice come sono alla Dea Madre per chiedere fertilità.

Secondo alcune storie dei druidi l’universo fu generato da due uova scarlatte di un serpente che si trovavano alle radici di questo albero.
Da una si schiuse il sole e dall’altra la terra. Da qua l’usanza di dipingere le uova a Ostara e mangiarle a Beltane come simboli di fertilità e nascita.

Il suo legno era stato utilizzato per costruire l’arpa del sovrano irlandese Brian Boru nel XII secolo, ed è tuttora la più antica arpa celtica meglio conservata. Era stata ricavata da un pezzo unico di salice a cui furono aggiunte decorazioni in quercia, in modo da unire il principio femminile con quello maschile.
Nel mondo psichico era associato alla musica, all’intuizione e alle percezioni, molti strumenti musicali, infatti, erano intagliati con il salice.

In Scozia venivano usate delle bacchette di salice dai giudici durante le iniziazioni, perché era considerato simbolo di salute e armonia.

I nativi americani usavano il salice per creare la sacra pipa e la miscela di tabacco che poi utilizzavano per mandare messaggi al Grande Spirito.

Secondo i Greci il salice era legato a Zeus tramite le sue nutrici, Elice e Amaltea, che lo allevarono sul monte Ida, con la culla appesa a un salice, affinché non fosse divorato dal padre Cronos.
Per i Greci era anche un albero collegato al mondo dei morti, grazie alla sua capacità di rigenerarsi facilmente dai rami tagliati; per questo molte leggende legate alla morte, come quella di Orfeo e Euridice hanno un salice o il suo legno all’interno. La pianta, seguendo questa simbologia, è strettamente legata a Ecate, dea capace di viaggiare tra il mondo dei vivi e dei morti.

Gli aspetti di fertilità, madre e scortatore di anime si legano anche con le figure celtiche di Morgana, Cailleach e Morrigan, che nelle varie leggende condivido molti aspetti fino a fondersi in un’unica figura.

Per i Britanni le scope delle streghe erano legate con il salice, ed alcune di esse affermavano di poter volare sui setacci per cereali intrecciati sempre con rami di questo albero.
Secondo usanze antiche il cavalcare la scopa altro non era che un rituale di fertilità in cui si simulava l’atto dell’accoppiamento, cosa, come già visto, connessa alla simbologia del salice.
L’atto del volo invece non è da attribuirsi a un mezzo di trasporto fisico ma a degli unguenti che inducevano visioni.
Interessante notare come la radice inglese di strega witch e salice willow sia la stessa.

Nell’era cristiana assunse una connotazione negativa e venne dichiarato malefico e associato al diavolo e alle streghe proprio perché era un albero molto comune negli incantesimi.
Il salice diventerà, addirittura, un simbolo di castità, l’opposto rispetto a quello che si è sempre tramandato.

Significato/Divinazione:

Il salice è simbolo di intuizione, sogno, inconscio, il lasciar andare le idee statiche per un esigenza momentanea o un cambiamento.

Quando esce il salice in una lettura suggerisce di portare attenzione alla propria natura femminile, potrebbe esserci un conflitto spirituale o mancanza di equilibrio.
Potrebbe essere l’inizio di un periodo di crescita psichica o di chiaroveggenza.

Indica un’inclinazione per l’intuizione, l’immaginazione oppure auto-inganno.

L’apparizione del salice a volte indica il risvegliarsi di abilità latenti.
Nuovi aspetti della vita prendono forma, bisogna diventare flessibili per adattarsi a questi.
Non si deve dimenticare che la perdita di intuizione può creare rigidità.

Potrebbe esserci un’imprevisto per te o per una persona cara, che arriverà sotto forma di lezione da parte di uno sconosciuto, probabilmente donna. Questa lezione potrebbe essere difficile ma porterà grandi benefici.

I rami di salice sono ottimi per la divinazione con l’acqua, per collegarsi con le energie della terra e per ritrovare oggetti perduti.

Si può usare per fabbricare le scope, che tradizionalmente avevano il manico in frassino per protezione, la parte per spazzare in ramoscelli di betulla per cacciare gli spiriti ed il tutto era legato con il salice in onore di Ecate.
La scopa è usata tutt’ora in varie tradizioni per spazzare via le energie negative dalla zona in cui verrà compiuto un rito.

Si può mettere un po’ di questo legno in un sacchetto da tenere sotto il cuscino per aumentare l’abilità di intuizione e conferire lucidità durante un sogno; oppure per indurre visioni notturne o equilibrare le energie maschili e femminili.
Gli acchiappasogni dei nativi americani erano fatti con questo legno.

Lo stesso sacchetto si può usare contro gli attacchi di panico o per guarire da dolore emotivo.

Si può legare un nastro a un ramo dell’albero, dopo averne chiesto il permesso, per poter esaudire un desiderio, senza poi dimenticare di offrire dei doni a esso.

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About Stargazer_Aliya

24 anni. Amo gli animali, i videogiochi, i libri e i film (il mio genere preferito è il fantasy). Il mio blog tratta di tematiche pagane, una sorta di 'diario online' per il mio percorso. https://stargazeraliya.wordpress.com/ :D
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